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CASTAGNE MATTE
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progetto editoriale Compagnia AriaTeatro a cura di Felice Ficco e Rodolfo Taiani euro 27,00 iva inclusa (pagine 248) prima edizione marzo 2013
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Dalla quarta di copertina: «Per noi la follia è vita, tragedia, tensione» Franco Basaglia Le principali tappe che hanno segnato la storia dell’assistenza psichiatrica in Tirolo fra la fine del Settecento e il 2002 con un particolare riferimento al manicomio poi ospedale psichiatrico di Pergine Valsugana. Un’indagine ampliata a una comunità dai confini assai più vasti di quella locale e alle modalità attraverso le quali la sua popolazione si è relazionata con l’altro, con la malattia mentale, con il disagio sociale e con tutte quelle problematiche di cui inevitabilmente il manicomio è diventato contenitore e talvolta silenzioso e opaco custode. Il testo è una miscellanea di saggi che per la prima volta vengono proposti insieme per offrire in un’unica sequenza diverse prospettive di studio. Al centro vi è la trasformazione delle finalità e del funzionamento dell’istituzione manicomiale viste in un’ottica generale e particolare, anche attraverso la testimonianza diretta resa da alcuni protagonisti o il racconto mediato di chi questa realtà ha cercato di interpretare e restituire attraverso il linguaggio teatrale o cinematografico. Una sorta di articolata traccia d’indagine sulla cui base proseguire la ricerca futura e, soprattutto, edificare un forte sentimento condiviso e partecipato delle ragioni per le quali la memoria di quanto esposto non va assolutamente rimossa, ma costantemente coltivata anche attraverso un riuso coerente delle tracce materiali sopravissute. |
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IL DESTINO FUORVIATO
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ADDIO ALLA MONTAGNA Due racconti illustrati… ricordando Sant'Orsola di Giorgio Fontanari a cura di Lino Beber euro 15,00 iva inclusa (pagine 248) prima edizione luglio 2012
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Dal fortunato incontro fra Lino Beber e Giorgio Fontanari nasce “Il destino fuorviato – Addio alla montagna”. Giorgio Fontanari, oriundo di Sant’Orsola emigrato in Belgio, aveva scritto e pubblicato dei racconti ambientati nella sua terra d’origine e aveva la volontà di farli conoscere anche in Italia. La richiesta, dopo una serie di passaggi è arrivata nelle mani di Lino Beber ed è stata ben presto concretizzata. Il libro, pubblicato e presentato insieme al volume “Mala e S.Orsola – Aichberg - Sul monte… la storia”, che parla della storia della terra di nascita di Giorgio, unisce in un unico volumetto due racconti ed è arricchito e movimentato dalle illustrazioni dello stesso autore.Il primo racconto ha il titolo de “Il destino fuorviato” e si colloca storicamente nel periodo della seconda guerra mondiale e delle “opzioni”, che hanno visto tanta gente della Valle del Fersina scegliere la cittadinanza tedesca in nome di ideali rivelatisi ben presto poco limpidi. Il secondo racconto, “Addio alla montagna”, è la continuazione del primo ed è ambientato in parte tra le montagne dell’Himalaya e in parte nel nostro Trentino con le sue Dolomiti e in Austria in una sequenza altalenante di luoghi e dove la storia assume la connotazione a tratti del giallo. La lettura è scorrevole e i disegni di Giorgio fanno rivivere i personaggi e le situazioni dei due racconti.
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MALA E S. ORSOLA - AICHBERG
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SUL MONTE… LA STORIA a cura di Lino Beber in collaborazione con Monica Paoli e Marzio Zampedri da un'idea di dei gemelli Lino e Mario Pallaoro euro 45,00 iva inclusa (pagine 1312) prima edizione settembre 2012
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Dalla presentazione di Lino Beber Come i minatori della Valle dei Mòcheni sono entrati nelle viscere della terra scavando alla ricerca dei minerali, così un gruppo di ricerca ha voluto ricostruire la storia di Mala e S. Orsola - Aichberg e, come in un mosaico, le varie tessere musive sono state unite a formare questo volume ricco d’immagini e documenti. Il libro inizia con la geologia a cura di Fulvio Maiello in collaborazione con i gemelli Lino e Mario Pallaoro. Luisa Moser parla delle fonderie preistoriche scoperte nella zona e in particolare di quelle di Acqua Fredda al Passo Redebus, mentre Paolo Zammatteo tratta le miniere, Sandra Roner la storia della cava di porfido di Costalta, Lydia Flöss la ricca toponomastica, Marzio Zampedri in collaborazione con Monica Paoli prende in esame le mappe e i masi che sono stati fotografati sotto la neve da Camillo Moser. Monica Paoli ed Ester Zampedri hanno studiato il maso Stefani, nel quale è collocato il Museo “Pietra Viva”, creazione dei gemelli Lino e Mario Pallaoro, dedicando alcune pagine al ricco museo e al pittore Pietro Albertini di Lavis, che, nel 1851, decorò la sala del podestà Gaspare Paoli con una tecnica particolare, usando colore ricavato da ocre locali. Monica Paoli si è inoltre dedicata allo studio dei mulini, delle segherie e delle fucine azionate per secoli dalla forza dell’acqua della Fersina. Un gruppo guidato da Umberto Frisanco in collaborazione con Ester e Marzio Zampedri, Antonio Sartori, don Remo Dorigatti, Silvano Brol, ha elaborato il lungo capitolo che parla delle chiese di S.Orsola e di Mala, delle campane e dei capitelli sparsi su tutto il territorio. Clara Morelli di Canezza ha messo a disposizione la sua raccolta di santini pasquali delle chiese di S.Orsola e Mala. Il capitolo sulle terme e acque minerali ha richiesto l’attenta opera di Marzio Zampedri con la collaborazione di Lino Beber. Documenti antichi, le Regole e il Comune di S.Orsola hanno nuovamente richiesto l’impegno di Marzio Zampedri in collaborazione con gli impiegati del Comune e Leo Toller. Il giornalista Alberto Piccioni e Marzio Zampedri svelano i segreti di Castel Cavion di Mala e del Castello di S.Orsola. L'impegno di Lino Beber, in collaborazione con Marzio Zampedri e altri, si è concentrato sulle genealogie, con i casatici, i censimenti, le famiglie, le carte di dote, i coscritti, don Francesco Paoli, i fotografi Paoli di Pergine e in particolare sull’opera poetica di quel simpatico prete burlone don Felice Paoli. Un ricordo particolare è dedicato a due donne: Felicita Moser e Adelina Bertoldi, che ci hanno lasciato in eredità le loro pillole di saggezza popolare, e a due persone che tuttora vivono nella comunità, Margherita Pallaoro e Isidoro Paoli. Silvano Brol ha recuperato e decifrato il diario di Celeste Paoli (1851-1928). Giorgio Zuech ha ricordato il papà dottor Ermanno (1910-1991), medico condotto della Valle dei Mòcheni per lunghi anni. Lina Moar, con la collaborazione di Lino Beber, è entrata nei meandri della storia dell’emigrazione verso l’America e l’Australia e nei paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Svizzera). Giorgio Fontanari, nato a S.Orsola e che a due anni emigrò con la famiglia in Belgio, ha inviato una sua testimonianza di emigrante e due racconti, ambientati anche nella nostra valle e arricchiti da una serie di artistici disegni, opera della sua fantasia e delle sue mani, con le quali scolpisce le dure pietre. Sono presentati in un secondo libro, che accompagna il volume. La strada militare della prima guerra mondiale è curata da Volker Jeschkeit e Marzio Zampedri e un breve capitolo è dedicato ai caduti delle due grandi guerre e al monumento ai caduti, opera di Luigi Marchel. Dario Pallaoro svolge il tema riguardante l’economia della valle e numerose vecchie immagini messe a disposizione da Luciano Dellai arricchiscono il capitolo. Guido Paoli, per molti anni gerente della Famiglia Cooperativa di S.Orsola, ricorda questa istituzione sociale. Vigili del fuoco e alpini rivivono in alcune immagini fotografiche. Le maestre santorsolote Flora e Graziella Paoli si sono dedicate alle ricerche sulla scuola di S.Orsola e Daniela Fruet ha studiato la scuola di Mala. Renzo Bortolotti e Clara De Boni, per anni insegnanti a S.Orsola, ci ricordano i loro anni di lavoro in valle. La maestra d’asilo Raffaella Martinelli descrive l’avvio della scuola materna. “Ricette a scuola” è un elaborato degli scolari di S.Orsola in collaborazione con gli insegnanti. La Cooperativa scolastica, nata all’interno della scuola e attiva nel volontariato, è narrata dai maestri Pia Fontanari e Renzo Bernabè. Storie e leggende della valle sono opera di Mirella Pallaoro, che ha ascoltato dalla viva voce degli “scrigni della memoria” di S.Orsola. L’ambiente silvo-pastorale con le sue piante ha impegnato Maurizio Beber. A conclusione dell’opera, una carrellata di cartoline di S.Orsola e Mala, pervenute da Bruno Delladio e Luciano Dellai. La copertina del libro è opera pittorica di Guido Paoli e rappresenta i santi Michele e Leonardo, protettori di Mala, e S.Orsola e compagne, protettrici di S.Orsola; in quarta di copertina le miniere e l’acqua minerale. |
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IL VINO NELLA VALLE
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DELLA FERSINA a cura di Marzio Zampedri testi di Thomas Cammilleri, Marzio Zampedri da un'idea di Gianpaolo Girardi - Proposta Vini euro 15,00 iva inclusa (pagine 152) prima edizione febbraio 2012
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La viticoltura in Valsugana, come in altre zone, rivestiva una grande importanza economica. Le coltivazioni, nei terreni pianeggianti, erano in prevalenza destinate alle granaglie e al foraggio, mentre le viti caratterizzavano il paesaggio in alta collina e in montagna. La Valsugana conserva una inequivocabile traccia della loro coltivazione nei terrazzamenti presenti ancora ovunque: d’inverno, con gli alberi spogli, sono visibilissimi chilometri e chilometri di muri a secco, eretti nel corso di secoli da generazioni di ignoti e abili costruttori. In realtà le zone vinicole erano due: la Valle della Fersina e la Valsugana vera e propria. La prima comprendeva le zone vitate, presenti su entrambi i versanti dell’omonimo torrente, da Mala fino a Civezzano e finanche la collina di Tenna. La seconda iniziava lungo i pendii degradanti del Lago di Levico e arrivava fino ai confini, anche politici, con il Veneto. Dall’insieme di queste due zone proveniva, in certe annate, anche il 10% della produzione d’uva di tutto il Tirolo italiano (Trentino). Risulta chiaro come, con una tale quantità di uva prodotta, la Valsugana entrasse in concorrenza con altre zone vitivinicole. Il libro contiene ampi stralci di una interessantissima tesi di laurea di Thomas Cammilleri intitolata Vino e contrabbando in area trentina. Storia di tre processi e di una strada distrutta (1604-1722) nella quale l’autore si occupa della viticoltura in area trentina e dei conflitti sorti intorno al vino, ricostruendo, in particolare, le vicende di un itinerario che venne utilizzato a cavallo tra il Seicento e il Settecento per lo smercio e il contrabbando di vino. Sulle conseguenti cause intentate dai consoli di Trento e dai tirolesi, sulle contromosse messe in campo dalla comunità di Pergine e di Levico e sulle strategie processuali per far chiudere la strada o per poterla mantenere attiva, la tesi contiene un’ampia, documentata e chiara descrizione. Marzio Zampedri, curatore del volume, nella seconda parte ha elencato un’impressionante mole di dati, di toponimi, di riferimenti, di puntuali riscontri, relativa a otto secoli di viticoltura nel Perginese. Le attività economiche – e la viticoltura rappresentava un settore importante – contengono dei precisi riferimenti culturali e identitari e questo tipo di trasmissione della memoria, fruibile da chicchessia, permette di comprenderne l’evoluzione storica. Due guerre mondiali, il flagello delle malattie americane quali oidio, peronospera e fillossera, l’annessione del Trentino all’Italia, hanno tagliato le gambe alla viticoltura della Valsugana e della Valle della Fersina che sta tentando, in questi ultimi tempi, una timida ripresa. Ci auguriamo che in queste Valli, nel tentativo di ripristinare la viticoltura, si tenga conto di quanto essa sia stata importante in passato (a Borgo Valsugana, nel 1916, fu costruita una delle prime cantine sociali del Trentino) e che non vengano stravolti i luoghi e le tecniche colturali tradizionali né abbandonati i vitigni storici.
Dalla prefazione di Gianpaolo Girardi
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I 150 ANNI DEL GIGANTE
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Storia della Manifattura Tabacchi di Rovereto attraverso immagini e testimonianze a cura di Annalisa Gerola euro 25,00 iva inclusa (pagine 232) seconda edizione dicembre 2011
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«Il sito della ex Manifattura Tabacchi di Rovereto è fra i più ricchi di valore simbolico, una pietra angolare del nostro capitale identitario. Testimonia l’alternarsi delle varie epoche della nostra storia economica: dalla rivoluzione industriale, con le relative profonde trasformazioni negli stili di vita e nelle fisionomie urbane, alla prepotente concentrazione produttiva nel “polo fumo”, fino al malinconico abbandono dell’attività storica, lenito dalla speranza di una sua rinascita nel segno dell’economia sostenibile. (...) Questa cattedrale dell’industria, dopo aver a lungo distribuito lavoro e sviluppo, sostenendo centinaia di famiglie, pochi anni fa gridava al cielo la cocente delusione dei lavoratori e di tutta la comunità per una delle più dolorose lacerazioni del tessuto economico locale. Il “polo fumo” non esisteva più, attratto nel vortice della crisi del manifatturiero in tutta Europa, che ancora oggi annebbia il futuro di migliaia di lavoratori trentini. Oggi, luci di speranza tornano a illuminare queste mura, vivificate dalla mano di famosi architetti, e rianimate dagli albori di una nuova stagione industriale. Il manifatturiero non è morto, la Manifattura rivive. L’uno e l’altra sono accomunati nella visione di un’economia rigenerata, grazie ad attività innovative e a tecnologie avanzate; un’economia che non ripudia se stessa, rinunciando a produrre, così come il sito dell’ex Manifattura non si sottrae al proprio ruolo di casa dell’impresa; un’economia che non cerca scorciatoie né vie di fuga, ma si reinventa, anche mettendo a frutto massicci investimenti pubblici nelle infrastrutture, nei saperi e nella qualificazione della forza lavoro: una prospettiva di cui questo sito vuole diventare testimonianza viva».
(Alessandro Olivi, dall’introduzione alla seconda edizione) |
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SUDDITI FEDELI E CONTRO
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durante l'occupazione nazista Trento - Bolzano - Belluno a cura di Giuseppe Sittoni euro 25,00 iva inclusa (pagine 288) prima edizione aprile 2011
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Un nuovo capitolo della lunga e appassionata ricerca di Giuseppe Sittoni sulla Resistenza trentina, scritto intrecciando i fili di memorie eterogenee: la scrittura autobiografica, la testimonianza orale, la biografia, i documenti. Sono sei le vite che si dipanano lungo quei 20 mesi – dal settembre 1943 all'aprile 1945 – in cui tutto accadde e tutto fu possibile: la speranza e la disperazione, la forza e la debolezza, l'orgoglio e l'acquiescenza, la rettitudine e l'inganno, la solidarietà e l'abbandono… (dalla presentazione di Diego Leoni)
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LE GENEALOGIE PERGINESI RIVISITATE
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Storia delle famiglie e documentazione fotografica a cura di Lino Beber e Marzio Zampedri euro 35,00 iva inclusa (pagine 1.072) prima edizione settembre 2010
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Alberi genealogici manoscritti da don Tommaso Vigilio Bottea delle famiglie del Decanato di Pergine, che comprendeva l’attuale comune di Pergine Valsugana, la Valle dei Mocheni, Vignola e Falesina e Tenna. Storia delle famiglie e documentazione fotografica.
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ORA VEGLIA
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Il silenzio e la neve
pubblicazione a cura di ariaTeatro introduzione storica di Lorenzo Gardumi ricercatore presso la Fondazione museo storico del Trentino apparato iconografico a cura di Giuseppe Sittoni testo teatrale di Susanna Gabos teatroBlu euro 20,00 iva inclusa (pagine 128) prima edizione aprile 2010
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Abbiamo sentito l’esigenza, in un momento storico come il nostro, di affrontare un tema caro a tutti, e sempre più calpestato: la libertà. Per farlo ci siamo addentrati nella storia di due ragazze che, sacrificando la propria vita, hanno lottato per la libertà di tutti.
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TRENTO ALCHEMICA
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Luoghi, simboli, documenti della tradizione magica di Paolo Zammatteo euro 18,00 iva inclusa (pagine 144) prima edizione aprile 2010
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Fra Sei e Settecento Trento riesce a essere un riferimento nello sviluppo delle ricerche sulla natura e sull’uomo, un fondamento ideale per la stabilità dell’Impero durante l’ascesa della dinastia asburgica. I capisaldi sono la Controriforma scaturita dal Concilio del 1545-1563 e l’uso speculativo delle teorie alchemiche.
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I LUOGHI DELLA MEMORIA
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NEL TRENTINO DEL XVI SECOLO di Paolo Zammatteo euro 14,00 iva inclusa (pagine 88) prima edizione settembre 2009
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La società è universale. Perciò si avverte intimamente il bisogno di trovare luoghi circoscritti di identità, spazi e oggetti domestici, che coincidono con le realtà regionali. Da questa esigenza trae ispirazione l’interpretazione contemporanea della memoria.
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L’ARTE MINERARIA E
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LA SUA MEMORIA IN TRENTINO di Paolo Zammatteo euro 13,00 iva inclusa (pagine 112) prima edizione gennaio 2009 Il nuovo volume descrive: il minatore, il suo ambiente, i suoi simboli nel Medioevo; il primo manuale minerario d’Europa (1495); i distretti trentini coltivati per l’argento.
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Alcuni generi di “varia umanità”, che hanno frequentato le Alpi per poi spostarsi in altri luoghi (e sono molti quelli che lo hanno fatto), hanno lasciato solo uno strascico di leggende, comunque mai di pura invenzione. Riguardo ad una delle Arti più antiche, quella dei minatori, l’immaginazione ha sempre prevalso, creando una coltre di miti e mistero che sconfina nelle religioni.
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A MONTE, SU AI BAITI
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I baiti sulla montagna di Levico: il territorio, le costruzioni, le attività tradizionali, la vita quotidiana di Franco Frisanco euro 16,00 iva inclusa (pagine 164) prima edizione dicembre 2009
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“A monte”, “su al baito”. Per molte persone di Levico, per intere famiglie, questo ha significato attività, fatiche, utilizzo di risorse, reddito, patrimonio di conoscenze, vita sociale. E questo per generazioni.
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I CASTELLIERI PREISTORICI DEL TRENTINO
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Attraverso le ricerche di Desiderio Reich e Carl Ausserer L’Alta Valsugana - Aggiornamenti a cura di Tullio Pasquali con un racconto di Mauro Neri euro 20,00 iva inclusa (pagine 352) prima edizione febbraio 2010
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Il volume tratta i castellieri preistorici dell’Alta Valsugana individuati da Desiderio Reich e Carl Ausserer ai quali, per vicinanza geografica, sono affiancati anche i castellieri di S. Orsola, Bosentino e Centa S. Nicolò. |
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