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Publistampa ha vinto il premio

Premio Vendor Rating e Acquisti Sostenibili

[categorie piccole imprese]

Forum CompraVerde-BuyGreen 2013

 

 


 

VENITE A TEATRO!

www.teatrodipergine.it

 


 

La legge di stabilità 2014 è accompagnata da un decreto legislativo "collegato" dedicato ad ambiente e risorse naturali, contentente le "disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali". Il GPP diventa obbligatorio (articolo 14): è fatto obbligo, per gli appalti di forniture di beni e di servizi, di prevedere nei relativi bandi e documenti di gara l’inserimento almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei “criteri ambientali minimi” (CAM) definiti ai sensi del Decreto interministeriale 11 aprile 2008...



 

 

Scarica i nostri calendarietti 2015!!

I più cari auguri da noi di Publistampa e dai nostri simpatici amici e acani


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Publistampa utilizza 100% energia da fonte rinnovabile, tracciata e garantita dall'origine grazie al sistema di certificazione GO.

In data 27 agosto 2014 Publistampa ha certificato la propria scelta, effettuata peraltro da tempo, di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, aggiungendo un ulteriore importante concreto progresso verso l'economia verde. L'attestazione fornisce il requisito dell'oggettività e della terzietà e la facoltà di comunicare l'impegno nello sviluppo ecosostenibile anche implementando l'accesso alle fonti di energia pulite, alternative alle tradizionali fonti fossili.

I certificati GO (Garanzia d’Origine) sono titoli che (in conseguenza del decreto 31/07/2009 con cui il Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha recepito la direttiva comunitaria in merito ai criteri e modalità per informare i consumatori finali di energia elettrica sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia fornita dalle varie società di vendita nonché sull’impatto ambientale della stessa produzione),  attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per una taglia minima pari a 1 MWh e sono garanzia di completa e trasparente tracciabilità dell’energia dalla produzione fino all’utilizzo finale.

 

Per informazioni: www.trenta.it/energiapulita


 

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L’Eco-packaging di Publistampa

su www.acquistiverdi.it


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SEGNALIAMO:


CONOSCERE  / APPROFONDIRE / RIFLETTERE

 

Elogio del dono
di Bernard Maris

Fra i morti del 7 gennaio scorso, nella sede di Charlie Hebdo, figura anche Bernard Maris. Economista controcorrente, consulente della Banca di Francia, autore di studi su Keynes, Marx, Maris ha indagato l'ossessione molto, forse troppo europea del debito scrivendo una "Lettera ai guru dell'economia che ci prendono per imbecilli" e un "Antimanuale di economia".  

Alcune sue riflessioni.
Il capi­ta­li­smo orga­nizza la scar­sità, i biso­gni e la loro fru­stra­zione. Le gene­ra­zioni pas­sano, si arric­chi­scono (accu­mu­lano oggetti e rifiuti), ma sem­bra che la fru­stra­zione e la paura del futuro e della pri­va­zione non diminuiscano.
Gli eco­no­mi­sti rac­con­tano che il fun­zio­na­mento delle società è natu­rale, che lo scam­bio di mer­cato è pri­mor­diale e natu­rale, che la con­cor­renza è anch’essa qual­cosa di natu­rale, che non si può con­trad­dire il mer­cato.
Se per mer­cato s’intende il “giro­tondo dei potenti” (ana­li­sti, esperti, mul­ti­na­zio­nali, ban­che d’affari, agen­zie di rating, gior­na­li­sti finan­ziari, uomini poli­tici) è vero. Ma non vi è nulla di meno natu­rale di un mer­cato creato, orga­niz­zato, isti­tu­zio­na­liz­zato a favore di inte­ressi molto par­ti­co­lari, né vi è nulla di più inef­fi­ciente.
La sto­ria, la genesi dei mer­cati, dei pro­dotti, delle inven­zioni, le loro rela­zioni con la socio­lo­gia, l’antropologia, i costumi, la psi­co­lo­gia, la geo­gra­fia, la poli­tica – di tutto que­sto dovrebbe occu­parsi una buona ana­lisi eco­no­mica, che pri­vi­legi la sto­ria, i fatti. Tutto il resto è solo ideo­lo­gia o, nella migliore delle ipo­tesi, cat­tiva psicologia.
Il sistema di mer­cato soprav­vive sol­tanto per­ché fago­cita tutto quello che discende dalla gra­tuità e dalla soli­da­rietà. Si appro­pria dei beni pub­blici e impone pedaggi per il loro uso (…). Virtù come l’onore, la fedeltà, il rispetto per gli altri, la morale, non hanno alcun inte­resse per l’economista, a meno che si pre­sen­tino sfi­gu­rate da qual­che grot­te­sca for­mu­la­zione del tipo “Quanto mi rende essere onesto?”.
Dob­biamo sma­sche­rare instan­ca­bil­mente i rap­porti di potere che si celano sotto le “evidenze” eco­no­mi­che, rifiu­tare tutte le false leggi (“i pro­fitti di oggi sono i posti di lavoro di domani”, “il com­mer­cio arric­chi­sce”, “la Borsa tira la cre­scita”) e tutte le false evi­denze (“gli Stati Uniti sono un paese libe­rale”: al con­tra­rio, sono nazio­na­li­sti, inter­ven­ti­sti in campo eco­no­mico e fanno un enorme ricorso, spe­cie in mate­ria di ricerca, ai fondi pubblici).
La gra­tuità e la soli­da­rietà sono di buon auspi­cio per quella che potrebbe essere la società di domani, una volta scom­parso il pro­blema economico.
Può darsi che l’ideologia eco­no­mica regni per sem­pre: Orwell e Hux­ley hanno rac­con­tato la fine della sto­ria e l’eternità dell’orrore eco­no­mico ben prima di Fukuyama.
Ma fac­ciamo un sogno: quando l’economia e gli eco­no­mi­sti saranno scom­parsi, o saranno stati quanto meno rele­gati in “secondo piano”, saranno scom­parsi anche il lavoro senza senso, la ser­vitù volon­ta­ria e lo sfrut­ta­mento degli esseri umani. Allora sarà il regno dell’arte, del tempo oggetto di libera scelta, della libertà.

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Rilfessioni tratte dal blog

"Non con i miei soldi"
a cura di Andrea Baranes


Sono la finanziarizzazione dell’economia e le crescenti diseguaglianze di reddito e di ricchezza le “cause principali della crisi”, non l’euro che più propriamente è semmai uno dei fattori che contribuiscono ad aggravarla e che rende più difficile uscirne.


... l’Euro è un problema e ha peggiorato la situazione per gran parte delle imprese italiane, ma non è detto che uscirne possa rappresentare una soluzione e non al contrario peggiorare ulteriormente le cose.


La scelta non può essere tra un lungo declino nell’euro o un repentino e profondo peggioramento uscendone, ma occorre immaginare ulteriori percorsi e ripensare nel loro insieme le politiche finanziarie, fiscali, economiche, sociali e monetarie dell’UE. Ripensarle alla radice per costruire un diverso modello economico. Un modello che si sposti dai consumi agli investimenti, dall’export alla domanda interna, non tagliando ma riqualificando la spesa pubblica per indirizzarla in ambiti con elevati moltiplicatori e a forte contenuto di lavoro, come nella ricerca o nel welfare, promuovendo e accompagnando una riconversione ecologica dell’economia. Questo significa ridiscutere gli assurdi vincoli europei, partendo dal rimuovere gli investimenti da tali vincoli; significa una revisione del mandato e delle funzioni della BCE; significa una politica fiscale espansiva mirata alla creazione di posti di lavoro in diretta opposizione con l’attuale austerità, e via discorrendo.


Forse il problema non è l’Euro in sé ma molto più in generale la costruzione europea nel suo insieme. L’Euro si inserisce nel paradosso di un’unica banca centrale e di politiche monetarie uguali per tutti in una situazione in cui ogni Paese deve gestire autonomamente il proprio debito pubblico e il bilancio europeo vale meno dell’1% del PIL dei Paesi membri. Un’Europa a metà del guado, dove vige la moneta unica, una banca centrale unica e la libera circolazione dei capitali ma non esiste un’Europa fiscale, sociale e dei diritti. Il problema oggi è come uscire da questo guado. Se sia possibile tornare indietro o se invece non sia necessario, per quanto la strada appaia difficile e piena di ostacoli, continuare a camminare per venirne fuori.

 

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Puntare sul packaging per mantenere la clientela
di Liz Wilks, Senior Manager Stakeholder Engagement, Asia Pulp & Paper

Il packaging non serve solo a preservare e conservare un prodotto o a fare promozione sul punto vendita. Permette ai marchi di comunicare direttamente con i consumatori, nell’intimità delle loro case, nel loro quotidiano, in qualsiasi orario del giorno. Nessun altro mezzo di comunicazione è così potente o può contare sulle stesse possibilità. Per fidelizzare il consumatore non si può prescindere dal tenere conto di queste dinamiche e dalla diretta connessione del packaging con aspetti chiave come il branding, l’esperienza del consumatore e la sostenibilità del prodotto.

continua…

 

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PUBLISTAMPA ADERISCE ALLA CAMPAGNA "NON CON I MIEI SOLDI" DI BANCA ETICA

 
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Publistampa

Strutturando il nostro sistema di gestione ambientale in occasione della terza certificazione di Publistampa arti grafiche, l'ISO 14001, abbiamo ragionato sul packaging e su come ridurne l'impatto, in termini di approvvigionamento di materia prima e trattamento dei rifiuti. La ricerca, ancora in corso, ci ha consentito di individuare cartoncino riciclato, riciclabile, biodegradabile (con filiera tracciabile e monitorata) e, secondo i principi di responsabilità che informano il nostro agire, stiamo acquisendo tecnologia adibita alla produzione di scatole di tipi e dimensioni diverse, con soluzioni tecniche ed economiche, design e grafica studiati prodotto per prodotto.

Publistampa
Divisione cartotecnica





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