Ispirata ai principi dello sviluppo sostenibile, Publistampa Arti grafiche è impegnata per il continuo miglioramento delle proprie performance ambientali, attraverso una politica proattiva e volontaria, ed è in possesso della certificazione Chain of Custody FSC.
L’applicazione di un chiaro e certificato sistema di rintracciabilità per le materie prime fibrose, insieme alla riduzione degli sfridi, l’imbiancamento senza uso di cloro, la riciclabilità dei materiali e la chiusura dei cicli negli impianti tecnologici con risparmio di acqua ed energia, attenuano l’impatto ambientale dei processi di stampa ispirati a obiettivi di produzione ecologica. I solventi degli inchiostri sono a base vegetale, con riduzione dei fattori inquinanti.

La scelta della carta per i supporti promozionali e di comunicazione va affrontata in modo responsabile: dietro il prezzo più basso si possono nascondere lotti di carta che provengono da foreste primarie, con taglio senza controllo e a raso in zone che andrebbero tutelate per la loro biodiversità (Birmania, Indonesia, Congo, Lapponia, ecc.).

 

Il Forest Stewardship Council (FSC) garantisce, tra l’altro, che legno e derivati non provengano da foreste ad alto valore di conservazione, dal taglio illegale o a raso e da aree dove sono violati i diritti civili e le tradizioni locali. Publistampa chiede ed ottiene sistematicamente informazioni sulla filiera con chiaro e certificato sistema di rintracciabilità per le materie prime fibrose secondo i riferimenti normativi FSC e Chain of Custody FSC, che attestano l’utilizzo di legno e fibra provenienti da fonti sostenibili e controllate. Si accerta inoltre della qualità della produzione delle cartiere, secondo questi indicatori ambientali: riduzione dei consumi di acqua, abbattimento del COD (indice che misura il contenuto nell’acqua di sostanze inquinanti ossidabili), diminuzione delle emissioni di CO².
Lo standard internazionale di certificazione cui Publistampa fa riferimento è, appunto, FSC (Forest Stewardship Council), organismo dotato di autorità, legittimità e credibilità su scala mondiale, in grado di garantire la qualità dei prodotti forestali, di certificarne la provenienza, di assicurare che i prodotti certificati derivino da una gestione forestale responsabile e non dal commercio illegale del legno. Il sistema FSC, nato fondamentalmente per certificare la corretta gestione delle foreste, prevede quindi anche la certificazione dell’intera filiera su cui si muove il prodotto a base legno andando a definire questo meccanismo, detto proprio “Chain of Custody”, attraverso il quale si riesce ad avere la possibilità di individuare sempre la foresta di origine del legno o del suo derivato qualunque sia la fase in cui viene impiegato.

La consapevolezza della responsabilità di un corretto sistema di approvvigionamento deriva dal dovere di non impoverire gli ecosistemi, tutelare la biodiversità, riconoscere e valorizzare le conoscenze ecologiche delle popolazioni native, rispettare i diritti di possesso, gestione e conservazione delle terre e delle risorse delle popolazioni indigene e delle comunità locali.

La catena di produzione non deve far uso di sostanze tossiche o di inquinanti organici, né coltivare organismi geneticamente modificati. Rifiuta il taglio a raso e lo spianamento dei suoli e preserva le foreste naturali, ritenendole non sostituibili con piantagioni di alberi.
Si assicura che il legno non provenga da aree dove sono violati i diritti civili e le tradizioni locali, da foreste ad alto valore di conservazione e da tagli illegali.

 

 

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