Publistampa Edizioni

Il piacere di dare corpo e forma al libro e il privilegio di sceglierlo

VIANDANTI

25,00

Lois Anvidalfarei
bronzi

progetto editoriale Fondazione CastelPergine Onlus
cura editoriale Matteo Lorenzi
con testo critico di Alessandro Nerofonte Fontanari
fotografie Simone Dalmeri e Matteo Lorenzi
pagine 144
prima edizione maggio 2020

ISBN 978-88-85726-33-8

Descrizione

Tutte le opere di Lois Anvidalfarei sono il risultato di una ricerca radicale sulla corporeità umana, sono solo ed esclusivamente figure nude e potenti che portano il peso di una fisicità tormentata, sconvolgenti proprio per il loro eccesso di umanità. Questo umano, troppo umano, modificando il senso dell’espressione di Nietzsche, non indica l’orizzonte da oltrepassare comune a tutti gli uomini, ma l’insuperabile condizione di finitudine che accomuna tutta l’umanità, il suo stato creaturale e il suo dramma esistenziale. Sono figure viandanti che ostentano l’uomo in cammino sulla terra, “viator”, pellegrino ed errante, riecheggiando una profonda concezione religiosa ebraica e cristiana di origine gnostica che riaffiora nell’arte, soprattutto nel romanticismo e nell’espressionismo, nella letteratura e nella filosofia contemporanea.

Al Castello di Pergine i corpi viandanti di Anvidalfarei sostano nelle diverse stazioni della mostra: esibiscono per nostro scandalo l’umanità torturata e offesa o riposano – molte volte appaiono esausti e abbandonati a un sonno agitato – come ospiti provvisori rinserrati nella propria pena e appesantiti dalla propria “ombra”, il fardello del loro errare. Non ci guardano, i loro occhi sono sempre chiusi: la loro solitudine provoca la nostra interrogazione.

L’arte di Anvidalfarei, che si misura da sempre con la condizione umana, cerca per mezzo dei suoi corpi di bronzo il dialogo con le misure umane del Castello di Pergine, con le sue dimensioni architettoniche e storico-temporali. Si tratta di torri, mura, portali, nicchie, recinti, rialzi, passaggi, anditi, scale, corti, ruderi, cappelle, prigioni, tutti elementi che sono allo stesso tempo funzioni e simboli: di abitazione e di potere, di difesa e di dominio, di rifugio e di transito, funzioni e simboli mutevoli nel corso dei secoli, le cui tracce permangono e vanno riconosciute e capite.

Queste sculture si rivolgono a noi dispiegando esemplarmente il paradigma della condizione umana: corpi maschili e femminili sempre nudi – la loro nudità è il segno universale dell’umanità nella sua essenza – raramente in piedi, quasi sempre caduti e giacenti in terra, rannicchiati, contorti, accovacciati, inginocchiati, ingabbiati, smembrati e appesi, sospesi e fluttuanti pur nel loro ingombrante peso, ridotti alla sola testa con mani senza braccia.

 

Il Castello di Pergine

Sorto sulle fondamenta di una fortificazione preromana – sembra assodato che ogni insediamento in Trentino trovasse origine su preesistenti castellieri – il Castello di Pergine narra più di duemila anni di storia.

La Fondazione CastelPergine Onlus, che ha acquistato il maniero a seguito di un’innovativa azione di collaborazione tra pubblico e privato e lo ha reso un bene collettivo, ne ha fatto un centro di ospitalità a tutto tondo, dalla ricezione turistica alla gastronomia, all’arte e alla cultura.

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